Ai membri del Comitato Centrale
Ai segretari di sezione

 

 

 

Le posizioni espresse nell'ultima circolare della segreteria, che lanciano una nuova fase della Campagna per la Costituzione dopo il Vertice di Bruxelles, sono sconcertanti: deve essere approvata entro sei mesi la Costituzione europea che, a detta della stessa segreteria, non istituisce la Federazione europea, che lascia il potere nelle mani degli Stati, che è antidemocratica, che non dà all'Europa gli strumenti per essere un soggetto politico che conta nel mondo ecc.
I federalisti, ogni volta che hanno mirato a un obiettivo e non l'hanno ottenuto, hanno avuto il coraggio della denuncia e della dissociazione. Oggi sono diventati i primi difensori e paladini di una "Costituzione" che indicano come l'elemento distintivo della sua unità ("...oggi l'alternativa è tra un'Europa unita da una Costituzione e un'Europa divisa"), mentre di fatto essa sancisce la divisione dell'Europa.
E' evidente che ciò riflette i gravi errori di analisi dell'attuale quadro europeo che abbiamo più volte denunciato, errori che non si vogliono pervicacemente riconoscere e che perciò conducono a posizioni sempre più di retroguardia.
Per trasformare la realtà bisogna partire dalla realtà, l'unico modo per rendersi conto degli errori. E la realtà è che siamo ormai passati dalla fase di avvicinamento a quella della realizzazione dello Stato europeo, in cui è dunque in gioco la sovranità. Le sfide che l'Europa dovrebbe affrontare sono tali per cui non è più pensabile agire per introdurre nell'equilibrio politico dei germi che si possano col tempo sviluppare, perché il tempo ormai gioca contro il processo di unificazione. I federalisti non sono padroni di questo tempo, ma se vogliono avere ancora il ruolo di avanguardia - che è tale non perché proclamato, ma perché esercitato - devono rifiutare di avallare la politica di conservazione nazionale di cui la "Costituzione" uscita dalla Convenzione è il compendio.
Una onesta lettura dell'ultimo paragrafo dell'Appello ad approvare la Costituzione europea diffuso dalla segreteria dovrebbe far riflettere e far sorgere qualche dubbio a ogni militante responsabile: "se si creano due velocità tra paesi che adottano o non adottano la Costituzione europea", ci sarebbe "un progresso decisivo verso una maggiore unità politica dell'Europa".
Che cosa significa? Nulla, se non che si sta puntando a un nucleo confederale, non essendo federale la Costituzione da adottare. Né rende accettabile quell'affermazione l'aggiunta che l'approvazione di questa Costituzione è funzionale alla convocazione di una nuova Convenzione per la sua revisione. Ancora una volta vale qui l'obiezione che senza la volontà dei governi (e noi diciamo di alcuni governi) di cedere la sovranità, un testo può essere rivisto all'infinito rimanendo ininfluente.
Non si può dunque che concludere che, rimanendo con cieca ostinazione su quelle posizioni, il MFE fa obiettivamente il gioco dei nemici dell'Europa.

 

 

Nicoletta Mosconi

Pavia, 27 gennaio 2004