Milano, 7 gennaio 2003

Senatore

Prof. Giuliano Amato
Vice Presidente della Convenzione europea
Senato della Repubblica
00186 ROMA



Signor Presidente,

il Comitato per lo Stato Federale Europeo ha particolarmente apprezzato il Suo richiamo alla responsabilità dei Sei paesi fondatori per rilanciare il progetto di unificazione politica dell'Europa (Il Sole 24ore, 5 gennaio 2003). Si tratta del resto dell'unico quadro, come giustamente sottolinea, in cui l'Italia potrebbe giocare un ruolo. Resta il problema di definire l'obiettivo che un'iniziativa dei Sei dovrebbe porre sul tappeto.

Non è più tempo di riforme istituzionali marginali, che non risolverebbero la contraddizione fra l'esistenza di una moneta unica e la mancanza di un governo dell'economia, né permetterebbero all'Europa di diventare un centro di responsabilità mondiale attraverso un'unica politica estera e di difesa.

Non è d'altra parte pensabile il semplice rilancio delle cooperazioni rafforzate a Sei, che lascerebbe irrisolto il nodo della sovranità, la quale, per essere efficace all'interno e riconosciuta all'esterno, deve appartenere a un centro di potere europeo.

I Sei paesi fondatori darebbero, dunque, un importante segnale se manifestassero subito la volontà di elaborare e proporre una posizione comune sul futuro dell'Europa. Ma l'unica iniziativa comune che avrebbe veramente "un grande valore simbolico e politico" sarebbe quella di portare a compimento quel processo di unificazione da essi avviato con l'intento di giungere a una Federazione europea. Solo la creazione di un nucleo di Stato federale aperto a tutti i paesi che vorranno farne parte, potrà essere l'alternativa alla situazione di stallo creata da coloro che "si attardano là dove è necessario procedere".

Per questo il Comitato per lo Stato Federale Europeo ha avviato nel 2002 un'azione popolare di pressione nei confronti dei Sei paesi, sulla base del testo allegato. Il Comitato intende intensificare questa azione nei prossimi mesi, allorché verranno al pettine i nodi che né la Convenzione europea né una nuova Conferenza intergovernativa potranno risolvere, per i motivi che Lei stesso ha efficacemente esposto nel Suo articolo. E allora, forse, potrebbero maturare le condizioni, "magari in base a un rinnovato impulso del Parlamento", per una "pre-iniziativa" italiana che metta sul tappeto la questione dello Stato federale e proponga un'iniziativa dei Paesi fondatori .

Con l'occasione, La prego di accogliere i miei migliori saluti.





Paolo Lorenzetti
Coordinatore del Comitato per lo Stato Federale Europeo



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