|
Qualche considerazione sul Congresso dell’UEF di Parigi
del 10-12 ottobre 2008
(pdf)
Alternativa europea
|
L’UEF
– intesa qui come l’insieme delle sezioni che la compongono e non
tanto come organi dirigenziali – è arrivata al Congresso di
Parigi con la consapevolezza di dover riaprire un nuovo capitolo della
propria strategia, dato che le analisi e le scelte compiute negli anni
precedenti si erano esaurite. Anche la campagna “Who is your
candidate?” approvata nelle ultime riunioni istituzionali in vista
delle elezioni europee del 2009, essendo un’azione destinata ad
esaurirsi nel giro di pochi mesi, non eliminava certo il problema di
pensare un’azione quadro più strutturale.
Pur non avendo mai condiviso la campagna per lo Stato federale europeo
rivolta ai paesi fondatori, molti nell’UEF l’hanno sempre considerata
con stima, come una sorta di “riserva strategica” che permetteva
all’organizzazione – che nel frattempo scommetteva sull’evoluzione in
senso “federale” dell’UE – di mantenere sul campo l’opzione federalista
più radicale (lo Stato federale) e di identificare il quadro
strategico alternativo (un’iniziativa da parte di un gruppo ristretto
di paesi al di fuori dei trattati esistenti) nel caso di fallimento dei
tentativi di riforma dell’Unione.
A fronte degli effettivi fallimenti dei tentativi di riformare l’UE e
quindi della sconfitta della linea adottata dall’UEF, l’esigenza di
“ufficializzare” l’accoglienza della linea per il “nucleo federale” in
seno all’UEF si è fatta molto forte, soprattutto in alcune
sezioni nazionali. Una parte degli esponenti dell’UEF ha anche iniziato
a condividere pienamente l’idea che l’obiettivo federale è
perseguibile solo con un’iniziativa da parte di un gruppo di paesi
membri al di fuori dei trattati esistenti; molti hanno semplicemente
apprezzato l’esigenza di una strategia più “radicale” (che
tornasse rivendicare la pienezza dell’obiettivo della Federazione
europea). Ma anche coloro (soprattutto i tedeschi di Europa Union) che
non condividono l’analisi del gruppo che fa capo al Comitato per lo
Stato federale europeo – nel senso che ritengono troppo azzardato
impegnarsi in un’azione che si pone al di fuori delle istituzioni
europee esistenti e prediligono, rispetto alla richiesta della
Federazione europea, il rafforzamento dell’attuale quadro dell’Unione –
hanno dovuto approvare la mozione che apriva la via all’accettazione di
questa strategia, perché da parte loro non potevano sostenere
nient’altro che la rivendicazione dell’approvazione del Trattato di
Lisbona il più rapidamente possibile, ed erano quindi
consapevoli che l’intera UEF non avrebbe accettato di limitarsi a
questo impegno “paragovernativo”.
L’adozione consapevole e voluta, sancita poi dall’unanimità con
cui è stata approvata la mozione finale, di una “dual track
strategy”, è maturata in questo contesto. Con l’espressione
“dual track strategy”si intende la netta distinzione tra le iniziative
che mirano ad una miglioramento/riforma dell’Unione europea (tra cui
rientrano la richiesta dell’approvazione del Trattato di Lisbona e la
campagna “Who is your candidate?”) e quelle volte a perseguire
l’obiettivo della federazione europea che devono avere come riferimento
non l’Unione nel suo complesso ma un gruppo di paesi “willing to do
so”. L’accettazione di questo sdoppiamento della strategia
è stata preparata dal lungo confronto che si è svolto in
tutti questi anni e ha ricevuto in una riunione precongressuale,
formalmente convocata dall’UEF a Bruxelles due settimane prima del
Congresso di Parigi, l’imprimatur sostanzialmente ufficiale. In seguito
a questa riunione è stata infatti accettata dall’estensore della
mozione di politica generale, Guido Montani, la richiesta – chiaramente
motivata sulla base di quanto spiegato prima – di distinguere nella
risoluzione le iniziative “in view of the European elections in 2009”
da quelle “in view of the creation of the European Federation”. Nel
dibattito congressuale sono poi state avanzate proposte di emendamento
al testo che, pur avendo recepito questa distinzione, non era poi
coerente nelle richieste; gli emendamenti proposti sono stai spiegati
in modo inequivocabile sulla base dell’esigenza di rendere la mozione
conseguente rispetto alla scelta in essa contenuta di avvallare una
“dual track strategy”. Montani, con alcune modifiche concordate con i
proponenti, ha fatto propri gli emendamenti, e il testo così
modificato è stato poi approvato dal Congresso, come già
detto, all’unanimità.
Non interessa in questa rapida puntualizzazione soffermarsi sulla
bocciatura della proposta di sostenere un referendum paneuropeo che
Montani ha voluto venisse posto ai voti in Congresso, né
disperdersi in altri dettagli. Ciò che conta rimarcare è
questa nuova apertura dell’UEF – appositamente sottolineata dal
vice-Presidente Agathonos nel chiudere i lavori dell’assemblea – che,
dopo un dibattito che non ha lasciato spazio a nessuna
ambiguità, ha scelto una formula per riaccogliere l’azione per
lo Stato federale europeo come parte integrante della sua linea
politica, pur non adottandola come campagna ufficiale e pur prendendo
atto che molti membri mantengono riserve nei suoi confronti.
L’UEF è uscita così rafforzata da questa prova
congressuale, perché ha saputo far tesoro delle diverse anime
che la compongono e ha saputo adottare una linea: a) che corrisponde
alla realtà dell’Europa oggi, in cui tra i vantaggi dell’Unione
europea a ventisette non c’è quello della possibilità di
fare il salto politico verso la federazione; b) che capitalizza il
fatto che, al momento, esiste almeno un’azione federalista sul
campo che copre il fronte “in view of the creation of the European
Federation” – in base a quanto espresso nella mozione – ed è
quella portata avanti dal Comitato per lo Stato federale europeo.
Alternativa europea
|
|
| Newsletters
precedenti |
|
T N. 28 (Interessi nazionali e sfide ambientali
globali, Alternativa europea)
T N. 27 (Creare la difesa europea o continuare solo a
evocarla?, Alternativa europea)
T N. 26 (La guerra in Libano: l'ennesima vergogna per
gli europei, Alternativa europea)
T N. 25 (Campioni nazionali, campioni europei e
campioni euroatlantici, Alternativa europea)
T N. 24 (Per fare l'Europa non bastano le parole,
Alternativa europea)
T N. 23 (A che serve uno European Institute of
Technology?, Alternativa europea)
T N. 22 (Pccoli fatti europei, Alternativa europea)
T N. 21 (D'Alema e L'iniziativa dei paesi fondatori,
Alternativa europea)
T N. 20 (SI' o NO in Francia? Bisogna andare
oltre il trattato costituzionale, Alternativa europea)
T N. 19 (I nuovo equilibri asiatici e le nuove sfide
della corsa al riarmo, Alternativa europea)
T N. 18 (Due progetti europei, forse uno, ... anzi
nessuno, Alternativa europea)
T N. 17 (Costituzione francese e Trattato
costituzionale europeo, Alternativa europea)
T N. 16 (Riforma del Consiglio di Sicurezza ONU e
velleitarismo europeo, Alternativa europea)
T N. 15 (L'Europa e le crisi che verranno,
Alternativa europea)
T N. 14 (La Gran Bretagna e la costituzione europea,
Alternativa europea)
T N. 13 (Haiti e i paesi dimenticati, S. Spoltore)
T N. 12 (Europa: finti successi e reali fallimenti, L.
Trumellini)
T N. 11 (Un'interpretazione autentica della "Costituzione
europea", Alternativa europea)
T N. 10 (Non c'è unificazione militare senza Stato
federale F. Spoltore)
T N. 9 (Quali rischi corre l'Italia, L. Trumellini)
T N. 8 (Il "destino domato" di Francia,
Germania... ed Europa, Alternativa
europea)
T N. 7 (Fischer alla prova dei fatti, Alternativa europea)
T N. 6 (Il feticcio del metodo comunitario, di F. Spoltore)
T N. 5 (L'era della pace giusta (americana), Alternativa
europea)
T N. 4 (Lettera al Presidente della Repubblica del Segretario
Regionale Lombardo GFE, di E. Recupero)
T N. 3 (Le ambigue proposte di riforma della Commissione
europea, Alternativa europea)
T N. 2 (Lamassoure e come fondare la federazione nella
confederazione, di F. Spoltore)
T N. 1 (Un commento sulla proposta di Blair per la riforma
della Presidenza del Consiglio europeo, di L. Trumellini)
T N. 0 (Risultati dell'azione a Milano 9-12/05, di F.
Andriulli, C. Battaglini)
|
| Iscriviti
alla mailing-list |
Vai al sito www.alternativaeuropea.org e
iscriviti alla mailing list tramite la form al fondo della homepage. |
|